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La casa farmaceutica Guizhentang ci ripensa

11 aprile 2013

Animals Asia saluta con entusiasmo la decisione della Guizhentang, che ha rinunciato alla propria richiesta di quotazione in borsa dopo che la Commissione Cinese di Controllo dei Titoli aveva annunciato che la revisione della pratica dell’azienda si era conclusa. 

È la fine di un tentativo durato 3 tre anni, che ha infiammato le proteste dei cittadini cinesi dando vita a uno straordinario movimento di opposizione in tutto il paese. Nel febbraio 2011, la Guizhentang, proprietaria di una delle più grandi fattorie della bile in Cina, aveva presentato domanda formale per quotare la società in borsa e incrementare il numero dei suoi orsi – che sarebbero così passati da 400 a 1.200. 

Il Direttore agli Affari Esterni in Cina di Animals Asia, Toby Zhang, ha dichiarato: 

“Questa incoraggiante vittoria appartiene a tutti quelli che hanno detto no alla crudeltà. La gente ha ascoltato la propria coscienza e si è schierata a favore della campagna per la definitiva chiusura delle fattorie della bile. 

“Sappiamo che non esistono metodi umani per estrarre la bile dagli orsi, e sappiamo anche che questa sostanza è potenzialmente pericolosa per la salute dei consumatori. Le aziende e le case farmaceutiche promuovono i propri prodotti enfatizzandone l’efficacia e spesso ignorando i diritti dei consumatori.” 

Sulla scia degli eventi, Animals Asia ha stilato un programma in sette punti - con tempi di attuazione che vanno dai tre ai cinque anni – per la definitiva abolizione di questa barbara industria: 

  1. Costituire una commissione guidata dal Governo e composta da allevatori, veterinari, organizzazioni internazionali, medici tradizionali cinesi (TMC) e altre figure chiave, con il compito di valutare le soluzioni più opportune, i costi previsti e una tabella di marcia per mettere fine all’industria della bile.
  2. “Prendere ogni misura possibile per prevenire al più presto l’incremento del numero di esemplari detenuti nelle fattorie della bile.” – come stabilito dalla risoluzione dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), adottata in occasione del World Conservation Congress e firmata dal Governo Cinese. Il documento della IUCN prevede anche il divieto di allevare gli orsi nelle fattorie della bile e suggerisce misure più severe per evitare che gli orsi illegalmente cacciati in natura siano venduti alle fattorie.
  3. Effettuare controlli all’interno delle fattorie della bile con l’ausilio di esperti e la partecipazione dei rappresentati delle organizzazioni internazionali per: 
    • Valutare le condizioni di ogni singolo allevamento e programmare una graduale chiusura.

    • Stabilire con esattezza il numero di orsi attualmente detenuti nelle fattorie della bile in Cina.

    • Redigere un inventario della bile già estratta e, in previsione di una sua definitiva sostituzione con prodotti di sintesi o erboristici, assicurarsi che venga utilizzata solo per quei farmaci considerati al momento insostituibili.

  4. Inventariare i medicinali prodotti con bile di orso e usare le informazioni raccolte per stimare l’esatta domanda di questa sostanza. Impiegare i risultati ottenuti per programmare la loro graduale eliminazione.
  5. Bloccare la concessione di ogni nuovo brevetto e vietare la vendita da banco dei farmaci a base di bile d’orso, ossia senza prescrizione medica.
  6. Incoraggiare la ricerca sulla bile sintetica (prodotto che riproduce la bile di orso, ma è artificiale); accelerando il processo di approvazione, in modo che la sostanza sintetica possa essere disponibile il più velocemente possibile.
  7. Rendere prioritaria la lotta al contrabbando. Assicurarsi che i trafficanti di bile  o di altre parti di orso siano giudicati e puniti severamente, in regione della gravità del crimine commesso.

Toby Zhang ha aggiunto: 

“Si tratta di un successo per il movimento dei diritti animali nonostante la stampa abbia già riportato che la Guizhentang potrebbe tentare di espandersi e ripresentare la richiesta di quotazione in borsa in futuro. 

“Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma approfittiamo del momento per rendere pubblico un piano concreto per porre fine alle fattorie della bile una volta per tutte. La Guizhentang e gli allevamenti su larga scala hanno purtroppo accresciuto questa industria. Con questo tipo di economia, il numero di orsi nelle fattorie della bile è aumentato rapidamente e in maniera poco trasparente. Più a lungo questa crudele attività verrà tollerata e più sarà difficile da estirpare. È arrivato il momento di dire basta.” 


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