Risoluzione dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN)
M27 —14 Settembre 2012
Quella che segue è la risoluzione sulle fattorie della bile recentemente approvata al World Conservation Congress e promossa dai membri della IUCN, che fissa presupposti, scopi e obiettivi da raggiungere.
_____________________________________________________________________________________________
Le fattorie della bile in Asia, con particolare riguardo alla conservazione della popolazione selvatica
CONSIDERATO che l’Orso Nero Tibetano (Ursus thibetanus) è classificato come specie Vulnerabile nella Lista Rossa delle Specie Minacciate stilata dalla IUCN, per effetto della perdita del suo habitat e dello sfruttamento legato soprattutto all’industria della bile;
CONSIDERATO INOLTRE che L’Orso del Sole (Helarctos malayanus), è classificato come Vulnerabile nell’area a sud-est dell’Asia continentale per le stesse ragioni;
RICONOSCIUTO che, dai primi anni ’80, un numero consistente di esemplari appartenenti a entrambe le specie, soprattutto Orsi Neri Asiatici, è stato tenuto in cattività per l’estrazione e la vendita della bile (bear farming), e questo ha significativamente incrementato la disponibilità di tale sostanza per scopi terapeutici;
OSSERVATO che non esistono prove di una relazione causa-effetto (positiva, negativa, irrilevante) fra l’incremento della disponibilità di bile proveniente da orsi allevati e lo sfruttamento della popolazione selvatica;
TENUTO CONTO con preoccupazione che in qualche caso le fattorie della bile sono mal gestite e scarsamente regolamentate, spesso secondo inappropriati sistemi di allevamento che condizionano negativamente la salute, la capacità di riprodursi e causano un incremento di mortalità negli orsi, al tal punto che qualche allevamento si rifornisce di bile selvatica ottenuta illegalmente, la quale ha un grave impatto sulla popolazione di orsi allo stato brado;
CONSIDERATO che l’incremento nella produzione di bile proveniente dagli allevamenti indirizzato in qualche caso la domanda verso un utilizzo della sostanza non strettamente curativo ma finalizzato al mantenimento di una condizione di salute generale, e anche per altri scopi non prescritti o raccomandati dalla medicina tradizionale (a dispetto del fatto che queste applicazioni sono state proibite nel 1998 e nel 2005 da uffici governativi della Repubblica Popolare Cinese);
CONSIDERATO ANCORA che la pratica del bear farming per la raccolta della bile è legale in qualche paese asiatico mentre è illegale in altri;
TENENDO PRESENTE che sia l’Orso Nero Asiatico che l’Orso del Sole sono entrambi inseriti nell’Appendice I della Convezione Internazionale sul Commercio delle Specie di Fauna e Flora Minacciate di Estinzione (CITES), i prodotti a base di bile di orso di esemplari selvatici o provenienti dagli allevamenti vengono ancora illegalmente commercializzati al di fuori dei confini nazionali, in violazione degli accordi sottoscritti;
AMMESSO che alcuni paesi si stanno adoperando per l’abolizione del bear farming: la Repubblica di Corea ha vietato l’estrazione della bile e sta considerando l’ipotesi di chiudere gli allevamenti; il governo della Repubblica Socialista del Vietnam ha proibito sia l’estrazione che la vendita di bile d’orso e attualmente lavora per eliminare anche gli allevamenti per ragioni che riguardano la biodiversità specifica e la tutela del benessere animale; e
ANCHE AMMESSO che significativi progressi sono stati compiuti nei sistemi di allevamento degli orsi in diverse aree della Repubblica Popolare Cinese;
Il World Conservation Congress, riunito in seduta comune a Jeju, nella Repubblica di Corea, 6-15 Settembre 2012:
1. INCORAGGIA Corea e Vietnam a continuare sulla strada intrapresa nella lotta per la chiusura delle fattorie della bile;
2. INVITA gli Stati dove ancora questa pratica è diffusa alavorare con la IUCN per:
a. Chiudere gli allevamenti illegali al più presto;
b. Non rilasciare nuove licenze o permessi per le fattorie della bile e vigilare che non vengano aperti altri allevamenti, o ampliati quelli preesistenti;
c.
Impedire che gli allevamenti presenti sul territorio incrementino il numero di orsi detenuti;
d. Vigilare che nessun orso allo stato brado venga catturato e rinchiuso nelle fattorie;
e. Assicurarsi che i prodotti provenienti dalle fattorie della bile autorizzate siano impiegati esclusivamente nei farmaci legalmente approvati;
f. Promuovere la ricerca per lo sviluppo e la diffusione delle alternative alla bile di orso;
g. Dotarsi di un sistema di monitoraggio per il controllo della popolazione selvatica e di eventuali fattori in grado di determinare cambiamenti;
h. Impegnarsi nel condurre una ricerca a carattere scientifico indipendente accreditata sull’osservazione dei punti sopraccitati, da inserire in una nuova relazione che verrà stilata al prossimo World Conservation Congress;
3. RACCOMANDA che le Sezioni competenti del CITES rendano operativi i provvedimenti per prevenire il traffico internazionale illegale delle specie Orso Nero Asiatico e Orso del Sole, e loro parti e derivati, e promuovano una maggiore consapevolezza pubblica su tali questioni.
Promotori:
Alertis-Fund per la salvaguardia dell’orso e della natura, Paesi Bassi
Co- promotori:
Wildlife Trust of India, India
Wildlife Trust of Bangladesh, Bangladesh
Wildlife Conservation Society, USA
Conservation International, USA
British and Irish Association of Zoos and Aquariums, United Kingdom
Centre for Marinelife Conservation and Community Development, Viet Nam
Japan Wildlife Conservation Society, Japan
Malaysian Nature Society, Malaysia