Arrivederci dolce, caro Roops Venerdì, 25 giugno 2010 ore 18.50
Da quel momento Rupert e Franzi divennero inseparabili. Noi abbiamo sempre ritenuto che Franzi lo trattasse… come uno zerbino, decidendo, a seconda delle circostanze, quale uso farne. Per tutta l’estate e l’autunno comandava lei: Rupert si è spesso beccato svariati colpi, tutti ben assestati, magari solamente perché lei in quel momento non aveva voglia di socializzare; oppure ha dovuto spesso cedere i bocconi più prelibati del suo pasto, prostrandosi alle brutali intemperanze della sua isterica e arpia compagna. Durante l’inverno, quando la temperatura si faceva rigida, Franzi quasi d’improvviso cambiava atteggiamento. Quella che sembrava una gigante e pelosa borsa dell’acqua calda, poteva riscaldare il suo piccolo ed esile corpo. In primavera, poi, Franzi perdeva ogni inibizione: lasciva e impudica, ostentava atteggiamenti piuttosto spinti. Prima, naturalmente, di riprendere il suo autoritario ruolo con l’avvento della nuova stagione.
Qualche volta, durante la sera, osservavo questi due orsi sdraiati insieme nel giaciglio di paglia. Io ridevo sempre di gusto quando, più di una volta, Rupert provava ad arrampicarsi goffamente sul corpo di lei, assolutamente privo di ogni coordinamento, solo per impedirle di ritornare nella sua tana. Franzi aveva ormai imparato a sopportare queste ingombranti manifestazioni d’affetto: solo una volta si degnò di fissare la nostra macchina fotografica, quasi imbarazzata a causa di quel ridicolo e goffo orso che le calpestava la faccia.
Franzi è morta lo scorso novembre. Rupert in quel momento stava bene, ma a noi tutti è sembrato che una luce si fosse come spenta nel cuore di questo gigante. Molti dei messaggi di cordoglio che in queste ore arrivano per ricordare Rupert, negli ultimi istanti della sua vita, celebrano nuovamente l’unione di questa “strana coppia”, ancora una volta insieme, in un altro e sconosciuto luogo.
Anche per lui è arrivato il momento di andare, a malapena riesce a reggersi in piedi, e salvo l'appetito pantagruelico, non è ormai rimasto più nulla del suo indomito spirito. Mentre gli sussurro dolci parole e lo ringrazio per tutto il tempo e l’amore che ha saputo donarmi, lui allunga una zampa verso l’alto, come a cercare d’afferrare il tronchetto appeso nella sua tana, ultimo gesto al quale la sua tormentata esistenza l’aveva destinato. Qualche minuto più tardi, il veterinario si avvicina per somministrargli il primo anestetico. Rupert dà un ultimo strattone e tira la corda per terra. E ora, mentre lui dorme con il braccio attorno al suo trofeo, noi lo ricordiamo per la determinazione nel superare qualsiasi avversità. Nonostante le gravi menomazioni cerebrali, Rupert ha vissuto con gioia ogni giorno della sua nuova vita nel nostro santuario, felice per ogni istante trascorso.
Rupert lascia una famiglia che lo ha adorato. Noi ringraziamo lui e Franzi per i tanti anni trascorsi in loro compagnia, e per l’amore che hanno saputo portare nelle nostre vite. A noi tutti mancherà chiamare Rupert tutte le sere, mentre guardava addormentato le stelle, o al mattino presto, quando non era ancora pronto per svegliarsi. Mi mancherà così tanto sentirlo chiamare dalla finestra con quello strano verso “Wuuuuuu Paaaaaaa”. Il dolore per la morte di Rupert è ancora troppo forte: questi i messaggi che abbiamo ricevuto in sua memoria e che pubblichiamo sul nostro blog:
“Rupert ha trasmesso molta allegria in tutti noi, anche se aveva problemi mentali. Di solito ritornava nella tana quando lo chiamavamo; alcune volte, tuttavia, faceva i capricci e ci ignorava, continuando a bighellonare con il suo copertone o giocando a nascondino con noi, seppellendosi sotto la paglia. Quando la triste notizia è arrivata, giunto per lui il momento di lasciarci, ci siamo sforzati di essere coraggiosi. Sapevamo che sarebbe stato meglio mandarlo in pace, piuttosto che lasciarlo con tristezza. Sarà sempre nei nostri cuori”. Ma Jing, Gao Shi Wei, Kang Bin